anna-200x115

Dalla scorsa settimana, Donna Moderna si presenta al suo pubblico con un restyling che tocca sia il modo di costruire il prodotto editoriale sia la sua forma grafica. Così lo spiegano Annalisa Monfreda, direttrice della testata, e Luca Pitoni, art director.


anna

DIGITALE – Il digitale non è un canale ma il mondo in cui viviamo. Rivoluzione digitale non significa continuare a fare i giornali e la televisione come una volta, delegando l’innovazione a siti e app. Ma significa che tutti i prodotti di un brand diventano digitali poiché viviamo in un’epoca digitale.

FORMAZIONE – Per riuscirci, i giornalisti devono diventare “istintivamente digitali”, come dice Katharine Viner, direttrice del Guardian. A Donna Moderna il processo è iniziato tre anni fa: oggi abbiamo un’intera redazione di oltre 40 persone capace di lavorare sul web. Non solo: da circa un mese è attivo un progetto di empowerment sui social media. L’obiettivo è trasformare i singoli giornalisti in veri e propri influencer, nel proprio campo di competenza.

INTEGRAZIONE – Da soli non ce l’avremmo fatta. Così all’interno della redazione sono entrate 4 nuove figure chiave, gli audience manager: coloro che conoscono a fondo l’algoritmo di Google e de social media, sanno leggere i dati e individuare le parole chiave su cui puntare. Oggi partecipano alle riunioni di redazione, contribuendo alla scelta dei temi. E lavorano fianco a fianco con i giornalisti, portandoli a ottenere il massimo profitto in termini di traffico dalle loro intuizioni e dai loro contenuti.

ORGANIZZAZIONE – I tempi del nostro lavoro non sono più dettati dal timone e dal visto-si-stampi. Viviamo immersi nella conversazione sui social media, aggiorniamo quotidianamente il sito, elaboriamo newsletter, gestiamo le scalette del programma tv, facciamo lezione nella digital school, organizziamo eventi sul territorio. E tutto ciò senza esserci moltiplicati. Ma solo avendo sposato una filosofia del lavoro basata sulla responsabilità personale.

PARTECIPAZIONE – Il risultato di questo processo? Un brand che offre ai suoi lettori-utenti non solo contenuti ma anche l’opportunità di partecipare, di essere coinvolto come e quanto lo desidera. Il primo livello di partecipazione è la conversazione con i lettori. Che ci permette di intercettare i temi di loro interesse, indipendentemente dall’agenda delle news. Il secondo livello di partecipazione è la co-creazione dei contenuti. Ogni qual volta Donna Moderna chiede agli utenti di trasformarsi in contributor ottiene una risposta eccezionale, che si tratti dell’invio di una foto o del raccontare la propria storia. Il terzo livello di partecipazione è l’offerta di servizi. Noi che siamo nati come un giornale di servizio, nell’era digitale troviamo la nostra massima realizzazione nell’offerta dei servizi concreti, come i corsi online della digital school e il tool “L’esperto risponde”. Ecco come un brand, nato di carta, diventa profondamente digitale.

MODERNA – Alla grafica di un brand che si chiama Donna Moderna non è concesso neanche un secondo di lentezza sul gusto corrente. Dobbiamo fare il balzo in avanti che ci permetta di essere dove i lettori sono già. Nell’oggi della iperinformazione e iperstimolazione, della connessione multimodale costante. E’ tutta una questione di linguaggio. Parlare la stessa lingua di chi ci legge e di chi ci guarda, mai pensando che debbe essere banale per essere inclusiva a ogni costo.

FEMMINILE – Dire femminile non è parlare di un concetto archetipico e di tutti i suoi stereotipi, ma è stare al passo con un’evoluzione storica della donna. Come parlare oggi a un pubblico femminile? Con caratteri svolazzanti e leziosi, con il rosa confetto? No. Credo proprio che oggi “femminile” significhi parlare una lingua molto più complessa e poliedrica, in equilibrio tra serietà ed eleganza, in quello che definirei un’intelligenza del sorridere. E questo progetto grafico per Donna Moderna cerca proprio di fare ciò, sganciandosi da stereotipi di genere per trovare una chiave di linearità e stimolo visivo, in una cornice che non sia mai di un’eleganza ingessata.

POPOLARE – Che significa popolare oggi? Essere raffinati nelle idee e contemporaneamente semplici nel loro racconto.

DI SERVIZIO – La rivista che ti facilita la vita, recita il payoff sotto testata. I progetti grafici che ci piacciono sono proprio quelli che ci facilitano la vita, che ci rendono piacevole il nostro contesto visivo, senza banalizzare, anzi trovando un’essenza del gusto, così come un tailleur di Armani, essenziale poesia dell’indossabilità, non è mai neutro, non è mai banale, ma è semplicemente giusto.